Diario di bordo: 28/07/2010. Parabole di palloni e parabole di vita

/includes/php/visualizzaThumb.php?maxW=388&maxH=200&codice=1572 Curiosità, note stonate e intonate dalle verdi colline dell'Umbria......


Dicono che il pallone sia la metafora della vita. Una volta fermo, finiscono le aspettative, le speranze. Si eclissano le ragioni e si rimane soli con sé stessi senza nulla da fare, né un obiettivo da raggiungere. Già, il pallone è vita. Ma la vita non è solo pallone.
Oggi è stata una giornata per me molto triste. Una tristezza che va aldilà di un campo da calcio, perché in fondo le cose e le persone ti iniziano a mancare quando sai che non potrai più rivederle, riaccarezzarle. Oggi è volata in cielo una delle figure a me più care, e parlare totalmente di “pallone” mi riesce difficile, almeno in questo spazio. Devo dire che la solitudine dell’inviato si avverte proprio in queste circostanze; in quelle crisi causate da avvenimenti imprevisti. Il primo giorno fu la banale connessione; ora, ahimè, qualcosa di ben più grave ed irrimediabile. Di stringere i denti però, ne sono capace, e domani la mezza giornata di riposo mi sarà utile per ricaricare le batterie. Intanto passatemi lo sfogo, poi si tornerà a divertirsi insieme magari, come fatto fino a questo momento.
Il titolo di questa pagina, comunque, non è casuale. Se la seconda parte è già chiarita, la prima, quel “parabole di palloni”, si riferisce proprio al campo. Questa mattina lavoro intenso sui calci piazzati. Prima calci d’angolo e poi punizioni dal limite. Parabole su parabole con palloni a girare verso il centro per l’inzuccata di qualcuno, oppure tiri in porta verso l’incrocio dei pali. Palloni che salivano e scendevano, come il mio umore, e come la temperatura di questo splendido paese che ancora non ho perlustrato a fondo. Domani mattina però un giro fino in cima magari lo faccio. Poi il pomeriggio si riprende con la seduta di allenamento dei giallorossi, lo scacciapensieri ideale in un momento così grigio.

F.c.

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