Da Ciro Vigorito un invito ai giocatori: "...di non innamorarsi troppo della propria tecnica e di mettere in campo a Roma tanta cattiveria"

/includes/php/visualizzaThumb.php?maxW=388&maxH=200&codice=258 L'amministratore delegato usa come riferimento al voglia e la verve mostrata proprio nel derby dai giocatori molossi che a sua avviso come squadra pur essendo inferiore ha messo in difficoltà per lunghi tratti i giallorossi. Nell'album dei ricordi c'è il precedente dell'impresa della Berretti nell'anno in cui vinse lo scudetto proprio contro l'ex Cisco......


Ciro Vigorito fa il punto della situazione in vista della delicata ed attesa sfida contro la sorprendente capolista Atletico Roma. Speranz<e e previsioni dell'amministratore delegato che proprio attraverso il nostro giornale lancia un appello ai calciatori. Come al solito spontaneo e diretto.
"Il discorso - esordisce - è che noi dobbiamo uscire da questo "canale morto" del primo periodo e mi riferisco agli infortuni. Ad esempio, Bianco non si è allenato per la febbre (oggi ndr) e manco a farlo apposta andiamno a toccare il centrocampo, zona nevralgica per le operazioni sul campo e senza trovare la quadratura del cerchio. Dico di avere un po' di pazienza perchè alla fine il livello tecnico dei singoli si dovrà trasformare in un plafond di livello tecnico di squadra. E solo allora assistereno a buone prestazioni e risultati positivi. Aggiungo un dettaglio che poi un dettaglio non è. C'è armonia e questo è sicuramente un fattore positivo".
"Invece - continua - l'invito che attraverso voi vorrei inviare alla squadra è di non innamorarsi della propria tecnica e mettere in campo come ha fatto la Nocerina quella cattiveria che nonostante fosse una squadra di una categoria e non due, inferiore a noi, ci ha messo in difficoltà. Poi c'è la legge dei grandi numeri per quanto riguarda l'Atletico. Mi hanno detto che non perdono da ventuno giornate, vuol dire che è arrivata l'ora".
"In merito ai precedenti - conclude Ciro Vigorito - ho in mente quella grandissima partita fatta sul campo neutro di Terni, con tante reti e Polani sugli scudi ed il particolare della Berretti che nell'anno della vittoria dello storico scudetto ha espugnato il loro campo annichilendo un avversario che fuori dagli spogliatoi parlava già del successivo impegno... Vorrei che questo fosse un viatico per la prima squadra. E poi, naturalmente, noi saremo sulle gradinate del Flaminio a tifare come sempre..."

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