Nelle ultime cinque gare è stata solo una la vittoria ottenuta...
Da uscremonese.it
Quando comincia a girare male, si sa, il vortice rischia di travolgerti. Se ne sta accorgendo
eccome la Cremonese di Venturato che, dopo aver perso per mano del giudice sportivo la vicinanza del proprio mister per due giornate più una, nelle ultime settimane sta facendo i conti con la scure degli infortuni che, tutto d’un tratto si è abbattuta sulla stagione grigiorossa con una serie concentrata di kappaò ravvicinati che ingenuamente ci eravamo illusi di aver evitato.
E invece no. Fino a quindici giorni fa, infatti, l’elenco degli infortunati veri (esclusi dunque acciacchi sporadici che una tantum non hanno costretto il mister a stravolgere i propri piani) si fermava a Michele Cremonesi, andato al tappeto durante la preparazione estiva e rimasto ai margini fino alla 7ª di campionato, e Zanchetta, bloccato per un mese tra la 10ª e la 13ª d’andata per le complicazioni di un guaio muscolare al polpaccio. Per il resto sani come pesci, e persino la stagione della “suina” ha soltanto sfiorato (senza conseguenze sensibili) il quartier generale di via Persico. Poi d’un tratto è arrivata la domenica della sfida al Lumezzane e nel giro di 8 minuti (dal 30’ al 38’ del maledetto primo tempo) il debito con la dea bendata viene versato sul campo in una maxirata unica. Cadono in serie Varricchio, Rossi e Zanchetta. Il regista si riprenderà dalla sua contrattura alla coscia pur senza grande brillantezza per la trasfertaccia di Perugia. Per gli altri
due, invece, si tratta di traumi distorsivi (caviglia e ginocchio rispettivamente) e il reintegro in squadra prevede almeno un mese. Un mese in cui molto sarà scritto del futuro prossimo grigiorosso. Meglio è andata a Cremonesi che se l’è cavata con quattro punti di sutura che non gli hanno impedito di rispondere alla chiamata dell’Under21 di Casiraghi (ieri il rientro a Cremona).
Ma la ruota gira e gira. E la tegola più pesante deve ancora abbattersi sul capo della Cremo. Il venerdì che precede Perugia, infatti, Venturato perde anche Fietta. Il ginocchio ha
un movimento anomalo in un banale contrasto durante la partitella di allenamento e anche per il motorino del centrocampo se ne riparlerà tra un mese. Con la squalifica di Paoloni, così, salgono a quattro gli indisponibili per l’umbria.Tutti titolari, alcuni essenziali per la riuscita. L’esito nefasto è sulla bocca di tutti. Nessun alibi, certo, ma a ben vedere – per effettivo valore o per poco
uso all’agonismo – tante “alternative” tutte insieme non sono semplici da assemblare. Sul piano tecnico ma ancor più nella convinzione. E sul versante delle assenze purtroppo la situazione non è destinata a migliorare in vista di una trasferta come quella di Benevento, non meno complicata e forse più determinante di quella di Perugia. Anzi, domenica sarà ancora peggio. Al bollettino infatti si aggiunge la lesione ai muscoli addominali che rimette fuori causa il capitano Viali, rientrato lunedì dopo il crac del ginocchio, ed ora di nuovo fermo per 7/10 giorni. All’altro capo dello schieramento, poi, anche Guidetti abbandona la truppa per il quarto giallo stagionale. Infine sono da tenere sotto controllo le poche linee di febbre che ieri hanno costretto Nizzetto e GiorgioBianchi a farsi in disparte, così come Carotti, frenato da una botta subita in allenamento proprio quando era tornato ad intrufolarsi nella lista degli “utili”. Senza Viali (e Rossi), Fietta, Guidetti e Varricchio, manca quella che si definisce la spina dorsale della squadra. Quella che ti tiene (o ti rimette) in piedi quando il vento soffia forte. Come adesso, come domenica a Benevento. Il tempo è poco, le risorse limitate, i quattro “bacetti” perugini non danno certo una mano al morale. A Venturato, dietro le porte chiuse dello Zini, l’ingrato compito di scovare nuove energie. Le gambe son quelle, la testa farà la differenza: coraggio, per non arrendersi al primo (enorme) ostacolo