Povero Montesquieu

Una nota del consigliere comunale dell'IDV Luigi De Nigris

01.02.2010 I racconti di Gianni Pappice di Luigi De Nigris

Ci ha scritto in redazione il consigliere comunale per dire la sua sullo scottante argomento legato alla giustizia e la clamorosa protesta dei magistrati...


Nessun commento e nessuna solidarietà è stata localmente espressa ai magistrati che in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario delle 26 Corti d'Appello, con in mano una copia della Costituzione, hanno pacificamente manifestato il proprio "disagio" per alcune iniziative del governo. Questo argomento, inserito nell’attuale agenda politica, non ha registrato commenti - favorevoli o contrari - da parte della politica locale.
Si tratta pur sempre di un potere dello Stato, quello giudiziario, che manifesta perplessità su alcuni provvedimenti ed è preoccupato per le devastanti ricadute che possono derivarne. Materiale su cui discutere ce n’è a sufficienza. A cominciare dalle osservazioni di Montesquieu poste alla base della moderna teoria della separazione dei poteri. Uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto che oggi di tenta di eliminare per sottomettere il potere giudiziario a quello dell’esecutivo.
Non ci sottraiamo a dire la nostra e, per ciò che può contare il nostro umile, forse insignificante pensiero, condividiamo le preoccupazioni di chi spesso mette a repentaglio la propria vita e quella dei suoi familiari per servire lo Stato. Di chi utilizza forme pacifiche di protesta “armato” della sola copia della Costituzione. Il pilastro fondamentale della nostra libertà nata grazie al sacrificio di milioni di italiani. Di lotte ideali, politiche, sociali del movimento dei lavoratori che, nel nostro paese, con coloriture prima mazziniane e garibaldine poi anarchiche, socialiste, cattoliche e comuniste hanno accompagnato il riscatto delle persone più umili e delle classi più deboli. Scritta con l’avvedutezza e la perizia giuridica e filosofica di chi ha voluto farne uno strumento capace di rispondere non solo al tempo presente ma anche alle sfide del futuro.
A meno che non si voglia far passare quelli che in questa occasione l’hanno mostrata per giustizialisti o forcaioli, complottisti o al servizio della politica. In questo caso al povero Montesquieu, ed ai suoi ragionamenti sui fondamenti dell'organizzazione statale e sui principi della suddivisione dei poteri e delle garanzia di libertà all'interno dello Stato, non rimarrà che scivolare nel dimenticatoio. Sopraffatto, anche per colpa dei politici, dai concorrenti dei reality show, dalle veline, dai tronisti e da una informazione fuorviata e fuorviante.
La politicizzazione dei giudici è negativa ma la retorica antigiudici, esercitata solo per far pendere la bilancia della giustizia a proprio favore, è un male maggiore che porta a soluzioni politiche peggiori.

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